{"id":35,"date":"2023-04-03T19:15:30","date_gmt":"2023-04-03T17:15:30","guid":{"rendered":"https:\/\/consolatozurigo.esteri.it\/?page_id=35"},"modified":"2023-04-17T17:20:33","modified_gmt":"2023-04-17T15:20:33","slug":"la-sede","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/consnewyork.esteri.it\/it\/chi-siamo\/la-sede\/","title":{"rendered":"La Sede"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-136 img-fluid\" src=\"https:\/\/consnewyork.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/sede_consnewyork.jpg\" alt=\"sede Consnewyork\" width=\"650\" srcset=\"https:\/\/consnewyork.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/sede_consnewyork.jpg 1140w, https:\/\/consnewyork.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/sede_consnewyork-300x225.jpg 300w, https:\/\/consnewyork.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/sede_consnewyork-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/consnewyork.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/sede_consnewyork-768x576.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1140px) 100vw, 1140px\" \/><\/p>\n<p><em>Il Consolato Generale d&#8217;Italia a New York (690 Park Avenue)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Consolato Generale d\u2019Italia ha alle\u00a0spalle una storia che si intreccia con i movimenti migratori degli italiani e storie di generazioni passate, di cui si trovano tracce di memoria in vecchie enciclopedie, nei racconti dei superstiti e in scartoffie ingiallite; a volte non \u00e8 stato possibile reperire tanti tasselli mancanti al mosaico, mentre altre volte ci si \u00e8 imbattuti in testimonianze e documenti discordanti. Ma proprio questo suo legame con le vicende storiche del passato e con la nascita e l\u2019evoluzione della comunit\u00e0 italiana nella circoscrizione rende importante e prezioso conoscerne la storia e conservarne la memoria.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-135 img-fluid\" src=\"https:\/\/consnewyork.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/consolato-storia.jpg\" alt=\"\" width=\"245\" \/><\/p>\n<p><strong>La storia<\/strong><\/p>\n<p>In epoca successiva alla prima guerra mondiale, la sede del Consolato Generale d\u2019Italia a New York venne individuata all\u2019interno del Rockefeller Center, conformemente al disegno del proprietario che ne aveva destinato alcune sezioni per la rappresentanza dei Paesi vincitori della guerra. Lungo la Fifth Avenue \u00e8 ancora possibile leggere la scritta \u201cItalia\u201d su uno dei quattro edifici che costituiscono la facciata del Rockefeller Center, dove a lungo \u00e8 rimasto apposto un fascio littorio, ora rimosso, e dove \u00e8 possibile ammirare la porta dello scultore italiano Pio Manz\u00f9.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-134 img-fluid\" src=\"https:\/\/consnewyork.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/consolato-storia2.jpg\" alt=\"\" width=\"320\" srcset=\"https:\/\/consnewyork.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/consolato-storia2.jpg 320w, https:\/\/consnewyork.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/consolato-storia2-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><\/p>\n<p>Alla conclusione del secondo conflitto mondiale, quando la sede di Midtown era divenuta inagibile, il Consolato trov\u00f2 una temporanea sistemazione sulla 84<sup>a<\/sup>\u00a0strada, tra la Madison\u00a0e la Fifth Avenue. Si trattava tuttavia di una sistemazione poco idonea, giacch\u00e9 gli spazi erano ristretti e poco funzionali, mentre le persone che si rivolgevano al Consolato erano numerose, soprattutto dopo un conflitto di quella portata che imponeva agli uffici consolari innumerevoli incombenze: richieste di notizie circa familiari e beni lasciati in Italia, richieste di regolarizzazione dello stato civile o ancora assistenza ai tanti cittadini italiani che avevano lasciato la penisola negli anni precedenti.<\/p>\n<p>La sede rimase sull\u201984<sup>a<\/sup>\u00a0strada per circa\u00a0cinque anni, poi, a causa della sempre pi\u00f9 massiccia presenza di italiani sul suolo americano e della manifesta inadeguatezza dei locali a disposizione, si cerc\u00f2 una nuova sede. L&#8217;allora Console Generale Mazio ebbe cos\u00ec l\u2019incarico dal Ministero degli Affari Esteri di trovare un nuovo edificio. La tradizione orale vuole che la scoperta dell\u2019attuale sede sia avvenuta in modo del tutto casuale. Pare, infatti, che la moglie del Console Mazio avesse incontrato a New York una sua compagna di college, che &#8211; venuta a conoscenza della ricerca della nuova sede &#8211; propose alla Signora Mazio una palazzina al numero 690 di Park Avenue che la sua famiglia aveva da poco ricevuto in eredit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Henry P. Davison House<\/strong><\/p>\n<p>E&#8217;\u00a0 proprio al numero 690 di Park Avenue che si trova oggi, oramai dal luglio 1955, il Consolato Generale d\u2019Italia a New York.<\/p>\n<p>La sede fa parte di un isolato, conosciuto come Pyne-Davison Blockfront, composto da quattro residenze Federal Revival tra la 68<sup>a<\/sup>\u00a0e la 69<sup>a<\/sup>\u00a0strada. Costruite tra il 1909 e il 1926, queste residenze sono poi progressivamente state destinate a svolgere la funzione di sedi dell\u2019Americas Society (prima Center for Inter-American Relations), dello Spanish Institute, dell\u2019Istituto Italiano di Cultura ed appunto del Consolato Generale d\u2019Italia a New York. Sebbene gli edifici siano\u00a0stati costruiti individualmente, essi presentano un aspetto unitario ed uniforme: ogni casa \u00e8 realizzata in mattoni rossi fiamminghi, con ingresso e base in pietra calcarea rustica e cornicioni balaustrati in pietra.<\/p>\n<p>I numeri 680 e 684 furono progettati da McKim, Meadm &amp; White, il numero 686 da Delano &amp; Aldrich ed il numero 690 da Walker &amp; Gillette (1916-1917)\u00a0per Henry Pomeroy Davison, uno dei fondatori di Bankers Trust.<\/p>\n<p>Immediatamente dopo la realizzazione, l\u2019edificio al numero 690 fu adibito a residenza di Henry P. Davison e della sua famiglia. L\u2019edificio si inserisce uniformemente nello stile dell\u2019intero caseggiato di cui \u00e8 parte, ma si distingue da esso per la muratura in pietra e l\u2019ingresso principale. Tale ingresso su Park Avenue \u00e8 affiancato da due finestre in pietra rustica poste piuttosto in basso. Il secondo piano ha tre finestre a battenti, finemente incorniciate che corrono lungo tutta la lunghezza del piano. Il terzo ed il quarto piano presentano finestre di normale altezza a doppio battente. Quelle poste al terzo piano sono rivestite da sottili archi di mattoni con chiavi di volta in pietra.<\/p>\n<p>L\u2019ingresso principale \u00e8 fiancheggiato da due colonne ioniche, sulla cui trabeazione poggiano gli estremi di un semi-arco. La porta d\u2019ingresso, ricordando stili e forme georgiane, presenta una volta in pietra modellata, arricchita da una spessa e doppia chiave di volta. Questa incornicia la coppia di pesanti porte in legno, dipinte di nero, e sormontate da un\u2019arcata in vetro.<\/p>\n<p>Le finestre a battenti del secondo piano hanno inizio direttamente dalla cornice rustica del primo piano e presentano incorniciature e decorazioni in pietra finemente realizzate. La finestra centrale \u00e8 ornata da un frontone e da decorazioni a voluta ad entrambi i lati. Il cornicione delle due finestre laterali \u00e8 decorato sulla cima da particolari motivi bronzei, raffiguranti delle sfingi che proteggono un\u2019urna centrale.<\/p>\n<p>Una fascia di pietra calcarea separa il quarto piano da quelli sottostanti ed in essa sono incoroporati i davanzali di quattro finestre. La facciata del quarto piano \u00e8 decorata da una semplice cornice, sovrastata da un parapetto balaustrato. Un attico, con base in rame, si nasconde dietro il parapetto.<\/p>\n<p>A sinistra dell\u2019ingresso principale su Park Avenue un garage interrompe la fascia di pietra calcarea che costituisce la base della facciata, con due ampie porte di legno dipinte in nero. La recinzione in ferro battuto, che corre lungo tutta la parete affacciata su Park Avenue, d\u00e0\u00a0rilievo all\u2019ingresso del garage con una lanterna retta sulla cima da un arco in ferro battuto.<\/p>\n<p><strong>Edificio Storico della citt\u00e0 di New York<\/strong><\/p>\n<p>Nel 1970 la Landmark Preservation Commission ha dichiarato il numero 690 Edificio Storico della Citt\u00e0 di New York, in virt\u00f9 del suo valore storico ed estetico come parte dello sviluppo, della tradizione e \u00a0delle caratteristiche culturali della citt\u00e0 di New York.<\/p>\n<p>La Commissione ha riconosciuto che, tra le sue importanti qualit\u00e0, la Henry P. Davison House costituisce un prestigioso esempio di New York townhouse (palazzo residenziale cittadino, tipico elemento dell\u2019architettura di New York), costruito per una famiglia di spicco nella societ\u00e0 cittadina all\u2019inizio del XX secolo e rappresenta un ottimo esempio di architettura Neo-Federale con sfumature Georgiane, le cui caratteristiche e dettagli mostrano un elevatissimo livello di cura e raffinatezza. Questa sede, prestigiosa e storica, contribuisce a dare lustro al nostro Paese sul suolo americano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il Consolato Generale d&#8217;Italia a New York (690 Park Avenue) &nbsp; Il Consolato Generale d\u2019Italia ha alle\u00a0spalle una storia che si intreccia con i movimenti migratori degli italiani e storie di generazioni passate, di cui si trovano tracce di memoria in vecchie enciclopedie, nei racconti dei superstiti e in scartoffie ingiallite; a volte non \u00e8 [&hellip;]","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":13,"menu_order":2,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-35","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/consnewyork.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/35","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/consnewyork.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/consnewyork.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/consnewyork.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/consnewyork.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=35"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/consnewyork.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/35\/revisions"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/consnewyork.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/13"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/consnewyork.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=35"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}